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Riguardo alla morte e …Riguardo alla vita …

Quando perdiamo qualcuno che è parte essenziale di noi , una madre, un compagno di vita , degli amici cari , sentiamo che quel piccolo universo che ci abita vacilla .

Ci sentiamo smarriti . È che il nostro equilibrio sembra proprio perso .

Serve tempo ,per intraprendere un nuovo cammino.

Ho cercato di rimandarlo, ho cercato di evitarlo . Avrei potuto farlo ? No ,mi rispondo.

Chi ti è vicino ti suggerisce di distrarti, di remare in avanti, che tanto con il tempo le sofferenze scemeranno .

Io non ho voluto fare così ,né da giovanissima,quando morì mamma, né da adulta quando persi una cara amica, né alcuni anni fa quando morì Jean, l’Amore, né durante quest’ anno in cui ho perso due amiche .

Non sono autolesionista, in un passato remoto ero sottoposta ad una pressione enorme ,ero diventata debole ma io amo la vita .

Non indugio troppo nel passato, è registrato, basta, amo il presente e mi piacerebbe vivere il futuro , fin quando potrei apprezzarlo.

Non credo affatto alle fughe precipitose , né credo agli svaghi che distraggono .


Chi muore, resta vivo dentro di noi , ha un posto nella nostra mente e nel nostro cuore, ha diritto all’ascolto, ha diritto a non essere messo via .

Una nuova vita come la morte, forse ancora di più , ci ricorda che veniamo dal nulla. Sono grata alla vita, quando penso a questo aspetto , e lo penso sono grata ai miei genitori .

Né oggi voglio parlare di errori commessi da loro ,come genitori ,né dei miei ,come mamma…

Oggi ripenso a tutto in modo diverso, ricordo molto e penso che veramente la storia della nostra infanzia ,come della loro , determina le scelte future.

E molto faticoso modificare il modo di affrontare ogni vicissitudine senza calcare per sempre le orme impresse in modo indelebile. Però ce l’ ho fatta.

Bisogna accettare di rovesciarsi come calzini . Lasciare che il dolore ci penetri apre la tua mente a realtà che prima ti nascondevi.

Impari prima ad accettare le tue fragilità, ne prendi coscienza. Accetti le altre,senza odio. Poi consapevolmente spezzi le catene .

Ci sono voluti circa cinquant’anni poi è venuta una manna dal cielo ?

No ,affatto io e Jean ci siamo scelti e voluti.

Ascolto ciò che il ricordo di lui mi ripete, risuona il messaggio d’Amore .

“La vita va vissuta Intensamente, voglio viverla con te, mi dispiace di averti incontrato tardi. Non ho paura di morire.”

Il mistero della Vita e della Morte ci racconta quanto siamo piccoli .

Penso a quanto l’uomo e la donna pur con loro intelligenza, possano avere tanta paura fino a diventare arroganti al punto di essere sicuri, nel loro bisogno di controllo.

La mente , – si muove in uno spazio chiuso di verità parziali-, la nostra intelligenza sa ipotizzare davvero poco .

Siamo molto circoscritti nel nostro piccolo… Se non sappiamo metterci in relazione con tutto ciò che ci circonda siamo nulla .

In questa pochezza come comprendere il rispetto e la consapevolezza che ciò che sappiamo è solo un granello di sabbia in un deserto immenso.
Anche considerando le cose in un mondo migliore, la mente racchiusa nel suo linguaggio resta imprigionata.

È naturale scegliere con chi avere relazioni ,la ricchezza è data anche dalle parole, fonte di esperienza di vita e di passione per la conoscenza .

Lo scambio reale arricchisce .

Chi si chiude o presenta solo se stesso lascia i suoi pensieri fuori dal linguaggio vivo . Esprimersi in modo corretto , formulare concetti perfettamente rigorosi e chiari è importante ,fruirne insieme è ricchezza.

Scelgo le persone semplici ,quelli che magari non sanno sempre esprimersi bene ,ma con le quali posso parlare e interagire a cuore aperto e a piene mani .

Stiamo diventando amici…

Ogni tanto canto questa e mi commuovo https://youtu.be/4CI3lhyNKfo

Diverse fonti e importanti storici della canzone italiana affermano che Bella Ciao fu poco cantata durante la seconda guerra mondiale e la Resistenza, e si diffuse dopo la Liberazione. Bella Ciao è diventata nei fatti l’inno ufficiale della Resistenza solo dopo 20 anni dalla fine della guerra: contrariamente a quanto la maggior parte di noi crede, Bella ciao non sarebbe quindi mai appartenuta davvero alle formazioni partigiane.

Bella ciao nacque negli anni ’50. Divenne un motto di libertà nel ‘ 68 quando molti giovani la cantavano negli anni delle rivolte.

Pubblicato da Sossu

Quando soffia il vento del cambiamento, alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento. Proverbio cinese "L'APPARENZA INGANNA "

8 pensieri riguardo “Riguardo alla morte e …Riguardo alla vita …

    1. Hai fatto bene a partire scrivere della vita prima e della morte poi . Grazie di aver scelto così ! Sono partita dalla morte perché è stata molto presente e vicina in questo anno che sta finendo… Poi gli addii più infelici non sono riuscita a tacerli. Una realtà che mi sconvolta e fatta barcollare dentro. Saperne ? Si sentono e basta si leggono addosso a chi ami eppure speravo lo stesso. Ho parlato molto della vita e dei rapporti di quelli che ti entrano dentro e ci restano per sempre. A mesi nascerà un’altra creatura già le mie corde vibrano Intensamente e accarezzo quella pancia che si arrotonda e sporge sempre di più insieme alla nipotina ,la sorella un poco più grande ,tanto aperta nelle due manifestazioni . Accarezzo mia figlia , un universo mi attraversa, ne parlo con lei… Ciao Siviatico ,Silvano forse ,buon venerdì insieme al mio abbraccio forte

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  1. La perdita di una persona cara è uno dei momenti più difficili che ogni essere umano affronta nella vita. La morte di un familiare stretto ha un impatto significativo su di noi. A livello emotivo, le nostre emozioni saranno alterate e l’attenzione, la concentrazione e il pensiero ne risentiranno per alcuni giorni. A poco a poco si assume la perdita, si convive con il dolore e si guarisce senza quella persona. Dico questo perché la morte dei miei genitori mi ha portato a quella situazione. Quindi capisco perfettamente la tua riflessione. Mi unisco a te in ciascuno dei concetti che hai sviluppato nella tua eccellente riflessione. Un abbraccio.

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    1. Caro Manuel sono ricordi chiari i tuoi ,molto simili ai miei. Senza rivangare ancora ché abbiamo imparato a conviverci e a rinnovarci cosi era da fare il nostro scambio diventa relazione creativa . Bello dico io ! Tanto volentieri parlo della vita che riprende a spingere con forza . Proprio questa forza che batte come il cuore questo respiro si modula al nuovo. Questo nuovo che per chi si apre alla vita muta . Un pieno di Vita ! Grazie amico mio , che bel commento ! Non mi sembri così lontano, la sensazione è piacevole, gratificante . T’abbraccio anch’io Fra’

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  2. Non si finisce mai di crescere ed imparare, anche su sé stessi, se si vuole… il ricordo di chi non c’è più fa parte della nostra vita, personalmente ho molta paura di non ricordare più, come è successo nell’ultimo periodo a mio padre… certo, bisogna andare avanti, il passato non può essere un’ancora, o una zavorra, ci mancherebbe. Sono molto d’accordo quando dici che le esperienze che si fanno da piccoli, e il modo in cui si vive e ci si relaziona, ci plasmano. Penso spesso di essere stato fortunato, eravamo più semplici ma con molta più libertà dei ragazzi di oggi.

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  3. Caro Giò ti immagino impegnato tra lavoro ,coro incontri settimanali di ballo questa realtà sembra proprio il prosequio della tua vita da bambino
    . Allora il tuo lavoro era era andare a scuola ,studiare e dare una mano ai genitori.
    Al di là della frequentazione della parrocchia che io non ho più, ripeto convinta che la vita quando è abbastanza tranquilla ,segue la strada maestra . È quello che fai tu, io magari di fronte ai bivi ho preso sentieri in salita. Ora mi ritrovo a dire che la mia infanzia tra miseria ,onestà ,processioni e litanie ,vita tra gente povera e semplice resta il mio filo conduttore . Si cresce Giò conta molto sentirsi una del popolo. Abbastanza “rinco” magari … La periferia mi dà modo di incontrare anche la genuinità quotidiana.
    Mi pare che dall’altra parte della Terra ci sia tanta umanità …proprio dove c’è più povertà . Buona continuazione

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