Fantasie notturne tra mutevoli colori

Questa vita pulsa stanca

Che pure è viva

È richiamo la sua voce

Anche di notte

Spegni il lume

Non guardare

Cos’ è ? Non so

Fluttua come onda

del mare

Né ha confini

Chiudi tutto a chiave

Non ascoltare

fodera i tuoi sensi

Hai tentato e, allora ?

Allora ,prosegue

Dilata dove il suono è

lacrima

Spiega le vele al sorriso

È testardo

Né s’arresta alla tempesta

E un sentimento mutevole,

Alterna squallore e

bellezza

Scioglie sino il ghiaccio

È il fuoco ? Non so

Ho serrato tutto ,anche me,

non respiro

Che ad ogni respiro la

stupidità

S’affaccia e

cambia sembianze

L’inganno è reale .

Domani penserai .

Sognare, sì

è tempo di dormire e

di sognare

Senza paura

C’è una casetta in

laggiù , con tutto il

necessario

Si scaldano i corpi

Stretti nel loro calore

Sulla collina brilla un falò

Ribolle il cratere e

zampilla

un’esplosione

un’altra esplosione,

una dietro l’altra

Corre la lava incandescente

lungo il pendio ripido

E distrugge

È bellezza ? Sì

Della potenza indomabile .

Scivola veloce

fino al tonfo finale ,

L’urto solleva e muove il

mare

La luna resta quieta

illumina il percorso

Tu ci sei ?

O hai preso il largo

impavida

Chissà se vegli o giaci

Sei di nuovo in alto mare .

Hai perso un’altra volta ?

Non so, ancora posso farcela

Riposo su un vecchio

salvagente

Spira un vento leggero

Toccherai terra prima

o, poi

Assordante silenzio

Una musica torna

Fruscio

leggero delle onde

C’era una volta il chiasso

festoso

dei piccoli e dei giovani .

Trovare parole per narrare le vicende ,non usarle per altri scopi che non siano la comprensione del reale .

Sii consapevole, sceglile oneste .

Non manomettere la realtà , è importante .

Non basta essere intelligenti .

Ricorda il senso e costruisci la comprensione .

Siamo gialli …

Invictus

Dal profondo della notte che mi avvolge,
buia come il pozzo più profondo
che va da un polo all’altro,
ringrazio gli dei chiunque essi siano
per l’indomabile anima mia
.

Nella feroce morsa delle circostanze
non mi sono tirato indietro

ho gridato per l’angoscia.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
il mio capo è sanguinante, ma indomito
.

Oltre questo luogo di collera e lacrime
incombe solo l’Orrore delle ombre,
eppure la minaccia degli anni
mi trova, e mi troverà, senza paura.

Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto piena di castighi la vita.
Io sono il padrone del mio

destino:

io sono il capitano della mia anima.”

W.Ernest Henley. 1949- 1903

“Le anime affini si salutano già da lontano, non sempre si incontrano “

Ho ascoltato Agamben a me pare eccessivo , è un filoloso . Mi pongo dubbi.

Ci sono parole da sistemare ?

Pubblicato da Sossu

Quando soffia il vento del cambiamento, alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento. Proverbio cinese "L'APPARENZA INGANNA "

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