L’albatros



Souvent, pour s’amuser, les hommes d’équipage
Prennent des albatros, vastes oiseaux des mers,
Qui suivent, indolents compagnons de voyage,
Le navire glissant sur les gouffres amers.

A peine les ont-ils déposés sur les planches,
Que ces rois de l’azur, maladroits et honteux,
Laissent piteusement leurs grandes ailes blanches

Comme des avirons traîner à côté d’eux.

Ce voyageur ailé, comme il est gauche et veule !
Lui, naguère si beau, qu’il est comique et laid !
L’un agace son bec avec un brûle-gueule,
L’autre mime, en boitant, l’infirme qui volait !

Le Poète est semblable au prince des nuées
Qui hante la tempête et se rit de l’archer ;
Exilé sur le sol au milieu des huées,
Ses ailes de géant l’empêchent de marcher

Charles Baudelaire

Nacque a Parigi nel 1821 .

Suo padre era già sessantuduenne. Quando aveva soli sei anni suo padre morì . Per poco tempo poté godere della grazia amorevole di sua madre. Poi lei si risposò con un colonnello piuttosto vigoroso e rigido. Charles pati molto questa situazione, si sentì solo e messo troppo da parte . Il perbenismo che viveva lo sentiva contrario alla sua indole ,esiste un epistolario diretto alla mamma dove il ragazzo invoca attenzione aiuto amore che non sente ricambiato . Il patrigno lo iscrive al Collège Royal .

Nel giro di poco tempo, però, la fama di dissipatore e scapestrato inizia a circolare all’interno del collège finché giunge , alle orecchie dell’odiato patrigno che per dispetto , lo obbliga ad imbarcarsi sul Paquebot des Mers du Sud, una nave che faceva rotta nelle Indie.

Questo viaggio ha su Charles un effetto inatteso : gli fa conoscere altri mondi e culture, lo pone a contatto con gente di tutte le razze, facendogli scoprire una dimensione lontana dalla pesante decadenza mondana e culturale che opprimeva l’Europa.

L’ Albatro

Spesso, per divertirsi, gli uomini d’equipaggio
catturano degli albatri, grandi uccelli dei mari,
che seguono, indolenti compagni di viaggio,
il vascello che va sopra gli abissi amari.
E li hanno appena posti sul ponte della nave
che, inetti e vergognosi, questi re dell’azzurro
pietosamente calano le grandi ali bianche,
come dei remi inerti, accanto ai loro fianchi.
Com’è goffo e maldestro, l’alato viaggiatore!
Lui, prima così bello, com’è comico e

brutto!

Qualcuno, con la pipa, gli solletica il becco,
l’altro, arrancando, mima l’infermo che volava!
Il Poeta assomiglia al principe dei nembi
che abita la tempesta e ride dell’arciere;
ma esule sulla terra, al centro degli scherni,
per le ali di gigante non riesce a camminare.

C’è un tempo

Pubblicato da Sossu

Quando soffia il vento del cambiamento, alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento. Proverbio cinese "L'APPARENZA INGANNA "

12 pensieri riguardo “L’albatros

    1. Manuel bentrovato, è sempre pieno di pellicani anche a Porto Recanati… Il mare è bello anche d’inverno … Verrà la stagione per stare in acqua e aspetterò che gli uccelli arrivino quando giunge la quiete

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