I nostri ricordi tornano lei un’amica ,era dirigente scolastica, si impegnava perché ci credeva

Auguro buon lavoro a tutti gli insegnanti, so che è dura, forza 🐞🐞🐞

“Nelle nostre scuole, da sempre l’errore è visto dai docenti ( e anche dai genitori degli alunni) come colpa, indice di incapacità o di non sufficiente impegno, di conseguenza l’alunno lo vive come una sconfitta, a volte irrimediabile se il voto che ne consegue è molto basso. Eppure Maria Montessori ci aveva introdotto ad una diversa visione dell’errore, che, secondo lei, costituisce un’opportunità per imparare proprio riflettendo sull’errore fatto. Per questo non va demonizzato, né penalizzato. D’altra parte qualsiasi scienziato, per arrivare ad una scoperta, percorre un cammino costellato di errori, osservando i quali trova prima o poi la strada giusta.

Lo studente apprende meglio se non ha paura di sbagliare, se non ha perso la fiducia in se stesso, se, soprattutto, ha un insegnante che crede in lui.”

Maria Annunziata

Pubblicato da Sossu

Quando soffia il vento del cambiamento, alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento. Proverbio cinese "L'APPARENZA INGANNA "

11 pensieri riguardo “I nostri ricordi tornano lei un’amica ,era dirigente scolastica, si impegnava perché ci credeva

  1. Fare l’insegnante è difficilissimo, un incoraggiamento al momento giusto è più importante di tante lezioncine. Ma non tutti sono tagliati per questo lavoro, o meglio, se uno lo considera solo un lavoro difficilmente sarà in grado di entusiasmare, incuriosire, trasmettere. Poi uno può essere bravissimo ma ci sono certi studenti che andrebbero presi a bastonate…

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    1. Giò così è ben detto non tutti possono ottenere i voti massini tutti devono avere la possibilità di raggiungere gli obiettivi prioritari per vivere in questa società. Non tutti sono adatti all’ insegnamento. È difficile ci vuole passione preparazione e molto ingegno per ogni studenti dai piccoli ai grandi. Quelli che non si impegnano perché non hanno voglia ci sono . Ci sono alcuni che più del necessario non sono in grado di fare. Le motivazioni vanno dalle semplici alle complesse…Essere accondiscendenti non significa essere insegnanti in gamba . A volte si debbono dire e praticare “stop”… Meglio non lunghi ! Ciao grazie

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  2. Giò così è ben detto non tutti possono ottenere i voti massini tutti devono avere la possibilità di raggiungere gli obiettivi prioritari per vivere in questa società. Non tutti sono adatti all’ insegnamento. È difficile ci vuole passione preparazione e molto ingegno per ogni studenti dai piccoli ai grandi. Quelli che non si impegnano perché non hanno voglia ci sono . Ci sono alcuni che più del necessario non sono in grado di fare. Le motivazioni vanno dalle semplici alle complesse…Essere accondiscendenti non significa essere insegnanti in gamba . A volte si debbono dire e praticare “stop”… Meglio non lunghi ! Ciao grazie

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  3. Posso parlare solo di ciò che conosco e posso dire che non furono solo i miei errori a diventare colpa, ma anche la condizione sociale della mia famiglia, dignitosa e onesta ma fatta di operai e artigiani. Fu il giudizio degli insegnanti, non tutti naturalmente, che scambiavano la fantasia per ribellione alle regole. Fu il rapporto che diventò colpa, di avere attitudini poco congrue con quello che era l’indirizzo delle scuole frequentate. E colpa per colpa così si può diventare un pessimo scolaro, dove per me scolaro non era un mestiere ma il modo per entrare nella mia testa e in quella altrui usando il sapere per capire la vita e la realtà. Non accadde, non poteva accadere e così ognuno costruisce la propria competenza, desiderio di sapere e ignoranza. O almeno questo io penso e conosco.

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    1. E pensi bene altrettanto discretamente scrivi. Ecco il mio messaggio comprende ciò che scrivi e chiede al contempo uno sforzo agli insegnanti. La povertà sociale è attualità …non era solo di allora.

      C’è chi intende e chi non intende dovrebbe passare ad altro ruolo visto che può. La penso così con convinzione chè qualcosa ho appreso in trent’anni di insegnamento.

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    1. Si, io l’ho vissuta con passione. Ci ho messo tanta energia , tornavo a casa e mi sdraiavo. La cattedra con sedia furono suppellettili. Io ero in mezzo a loro . Alla lavagna non ero mai sola ,venivano i bambini ad aiutarmi …Alzavano la mano e via . Io ero la guida, era la scuola attiva .
      Lezioni insieme. Il metodo ha fatto presa su tutti .
      Lavorare a scuola uscite con lezioni all’aperto . Dopo il lavoro il gioco insieme libertà durante la merenda . Forse in questo senso è stata una missione .
      Dopo trent’anni un incidente importante con numerose operazioni e degenze hanno fatto sì che non potessi rientrare
      Lasciai una prima ero la maestra prevalente . L’amarezza per il tutto fu tanta per me e per loro che mi aspettavano ed io non potevo neppure saperlo. La scuola resta tutt’oggi un baluardo . 💐🦋🐞

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    2. I primi anni di scuola sono importanti per un bambino io avuto la fortuna dalla terza elementare in poi ad avere accanto una maestra che dell’insegnamento ne aveva fatto una missione. Oggi sesso analizzare le parole usare la grammatica in maniera corretta e sapere a memoria tutte le tabelline e a contare ancora con la mente non con la calcolatrice lo devo proprio Emma Rossetti. Penso che di maestre così ce ne siano ben poche ormai purtroppo lei è andata a vita migliore anni fa visto che io ne ho quasi 58 di anni e la cosa bella è che abbiamo mantenuto fino all’ultimo i rapporti, è venuta al mio matrimonio al battesimo di mio figlio e l’ho salutata anche quando salita in cielo. Mi auguro a tutti questi bambini di fare un incontro simile nel loro cammino scolastico.😀

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